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Nanofiltrazione

NANOFILTRAZIONE\r\n\r\n \r\n\r\nLa nanofiltrazione (NF) è un processo di separazione a membrana utilizzata per il trattamento di liquidi (tra cui l’acqua) con una bassa percentuale di solidi sospesi. \r\n\r\nViene utilizzata in operazioni di addolcimento (rimozione di cationi polivalenti) e in altre applicazioni che riguardano il trattamento delle acque reflue.\r\n\r\nLa nanofiltrazione rimuove dall’acqua le sostanze idrosolubili inquinanti come ad esempio i nitriti, i nitrati, e i polialogenati. \r\n\r\nEquilibria inoltre i sali minerali presenti, creando un’acqua a basso residuo fisso, dalle caratteristiche oligominerali.\r\n\r\nLa nano filtrazione rappresenta il passaggio intermedio tra la ultrafiltrazione e l’osmosi inversa perché con un tenore salino più elevato consente di rigettare circa il 50% dei sali con una efficienza maggiore nei confronti degli ioni bivalenti (tra cui il Calcio e Magnesio il che riduce la durezza dell’acqua) e garantendo la totale eliminazione dei batteri e sostanze organiche. Una quota parte dell’acqua prodotta deve essere avviata allo scarico per evitare la precipitazione dei sali sulla membrana.\r\n\r\nSvolge contemporaneamente un’importante azione di sterilizzazione dell’acqua.

Acqua e arsenico

ACQUA E ARSENICO\r\n\r\n \r\n\r\nSono 128 i comuni italiani (in Lombardia, Trentino Alto Adige, Tosca, Umbria e Lazio), nei quali è stato registrato il rischio di contaminazione dell’acqua con arsenico: l’acqua che scende dal rubinetto in queste località, infatti, supera ampiamente i livelli di guardia di questa nota sostanza velenosa.\r\nSecondo la legge europea del 2003, per essere considerata potabile, l’acqua per il consumo domestico non deve superare un contenuto di arsenico, presente in natura, di 10 microgrammi: nei Comuni interessati, invece, i livelli arrivano anche a 30-50 microgrammi.\r\n\r\n\r\nLa Commissione Europea è giunta, quindi, alla decisione di non dare ulteriori deroghe alle amministrazioni che non sono state finora in grado di rendere l’acqua per uso domestico non inquinata.\r\nUna scelta che si può facilmente spiegare e condividere: l’assunzione di così alti livelli di arsenico è un vero e proprio pericolo per la salute, un forma vera e propria di avvelenamento. \r\n\r\n“L’arsenico è uno degli elementi più tossici conosciuti” mette in guardia il dottor Umberto Solimene, Direttore della Scuola di Specializzazione in Idrologia Medica e Medicina Termale dell’Università di Milano attraverso il portale Osservatorio Istituzioni.\r\n\r\n\r\nQuali possono essere le conseguenze dell’assunzione continua di acqua all’arsenico? \r\n\r\n“L’assunzione prolungata e permanente di acque con alto tenore di arsenico (superiore ai 10 microgrammi) può portare ad una serie di notevoli disturbi cutanei, gastrointestinali, nervosi, sino a forme di paralisi, e tumori” spiega l’esperto. Rischi di questo genere non si corrono, invece, con il consumo di acqua con arsenico entro i valori soglia.\r\n\r\n\r\n\r\nIL DEPURATORE A CASA PER ELIMINARE L’ARSENICO\r\n\r\nNei paesi sviluppati l’assunzione di arsenico non è mai letale anche se, essendo una sostanza che si accumula senza venire smaltita, può causare intossicazioni: questo perché non è mai presente in concentrazioni troppo elevate.\r\n\r\nL’arsenico però è una questione insidiosa anche per la penisola italiana che vede 9 regioni con acquedotti in deroga. Per queste 9 regioni è accettato un innalzamento del limite di arsenico da 10 fino a 20, anche 30, microgrammi per litro d’acqua. \r\n\r\nIn tutte le 9 regioni, tranne la Sardegna, l’arsenico è il primo metallo pesante a creare delle necessità di deroghe per l’acqua potabile. \r\n\r\nIl Veneto invece rientra tra quelle non in deroga.\r\nPer salvaguardare la propria acqua di casa, specialmente per le aree con acquedotto in deroga, è consigliabile installare un trattamento di tipo domestico , un sistema semplice e sicuro che elimina l’arsenico, i metalli pesanti e buona parte di inquinanti organici.

Acqua e risparmio

ACQUA. QUANDO IL RISPARMIO E’ SINONIMO DI RISPETTO AMBIENTALE\r\n\r\n\r\nil consumo di acqua nel settore turismo riferito alle strutture alberghiere e ristorative italiane risulta pari a 120 milioni di mc/anno, amministrare correttamente il proprio flusso d’acqua è l’ago della bilancia che conduce al risparmio\r\n\r\nNell’ultimo anno la parola “crisi” ha imperversato, influenzando tutti gli aspetti del nostro modo di vivere in società, imponendo radicali scelte di ottimizzazione delle risorse nei vari campi. Mentre tutti i consumatori si stanno orientando verso nuove preferenze, sempre più consapevoli; tenere in grande considerazione l’economia coniugata alla qualità, è tuttora la strategia vincente. Il cambiamento indispensabile per il mondo alberghiero e della ristorazione al fine di incontrare le nuove esigenze poste da queste sfide parte da una rigorosa gestione delle risorse prime.\r\n\r\nConsiderando che il consumo di acqua nel settore turismo riferito alle strutture alberghiere e ristorative italiane risulta pari a 120 milioni di mc/anno, amministrare correttamente il proprio flusso d’acqua è l’ago della bilancia per una forma mentis in grado di volgere verso un risparmio non solo in termini energetici ma soprattutto economici. \r\n\r\nAd esempio nel campo dei lavaggi delle stoviglie con le nuove tecnologie di trattamento acqua oggi disponibili si può ipotizzare un 10% di risparmio sui brillantanti che può arrivare sino al 70% in meno sui detersivi con i conseguenti benefici oltre che economici anche d’impatto ambientale. \r\n\r\nE come evidenzia Aqua Italia, Associazione delle aziende costruttrici e produttrici di impianti per il trattamento delle acqua primarie, federata ad ANIMA (Federazione delle Associazioni Nazionali dell’Industria Meccanica Varia ed Affine, aderente a CONFINDUSTRIA), “l’efficacia del trattamento oggi si misura anche in termini di risparmio\r\n\r\n \r\n\r\nCOME? MINIGUIDA SULLA GESTIONE DELL’ACQUA NEL TUO LOCALE\r\n\r\n\r\nOttimizzare il proprio investimento, garantirsi qualità e risparmio per raggiungere il massimo risultato con un’attenzione alle tecnologie eco-sostenibili, implica pensare all’acqua e introdurre il concetto di acqua specifica. \r\n\r\nMolti sono gli aspetti non ancora adeguatamente valutati, ed ecco le prime cinque avvertenze, i primi cinque passi per conoscere la propria acqua. Una miniguida sull’acqua, indispensabile ad ogni gestore.\r\n\r\n

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  • Primo, informati sulle caratteristiche chimico-fisiche della tua acqua che sono pubblicate sui siti web della maggioranza degli acquedotti nazionali. Se invece rappresenti una grande struttura, far fare l’analisi da un laboratorio è sinonimo di maggiore precisione.\r\n
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  • Secondo, chiedi ai tuoi fornitori di apparecchiature e servizi quali sono le caratteristiche ottimali dell’acqua richieste per un corretto funzionamento, specificatamente per ogni singola tipologia di macchina.\r\n
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  • Terzo, con i dati di cui sopra e la conoscenza del tuo consumo medio (rilevabile dalle bollette della società che eroga il servizio), puoi elaborare il tuo progetto, per il trattamento della tua acqua, nel dettaglio tecnico ed economico.\r\n
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  • Quarto, includi un piano d’ammortamento costi, in cui, oltre all’investimento iniziale si tenga conto delle economie raggiunte in termini di benefici legati all’ottimizzazione dei consumi, alla riduzione delle manutenzioni, al migliorato rendimento energetico ed in generale ad un più elevato standard di sicurezza igienica.\r\n
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\r\nInfine, nonostante tutti se ne dimentichino, valuta un piano di manutenzione che introduca un concetto di predicting. Una manutenzione programmata previene gran parte dei guasti che si possono verificare sulle apparecchiature; solo in questo modo è possibile raggiungere il traguardo del 100% dell’efficienza in ogni singola applicazione che utilizza l’acqua.

KM ZERO

SEMPRE PIÙ ITALIANI SCELGONO DI BERE ACQUA A KM ZERO PER IL GUSTO, LA SICUREZZA E PER L’AIUTO CONCRETO CHE OFFRE NEL DIMINUIRE L’INQUINAMENTO DOVUTO ALLA PRODUZIONE DI PET E AL TRASPORTO SU STRADA.\r\n

La tematica acqua si impone con sempre maggiore frequenza sui media nazionali grazie alle numerose attività promosse in proposito. La sensibilità verso l’ambiente è sempre più accentuata soprattutto in seguito agli allarmanti dati rivelati da WWF nel “Living Planet Report” che dichiara che nel 2030, a causa dei ritmi di consumo attuali, saranno necessarie risorse doppie rispetto alle attuali. In particolare, l’impronta idrica è in costante aumento con impatti e ricadute su fiume e falde acquifere di tutto il mondo.

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A questo proposito gli italiani si classificano come i primi consumatori di acqua minerale in Europa e i terzi al mondo. Questo causa un’alta immissione di CO2 per il trasporto su strada dato che solo il 18% delle bottiglie viaggia su rotaia. Inoltre, per la produzione delle stesse vengono utilizzati circa 350 mila tonnellate di PET, con un consumo di 665mila tonnellate di petrolio e un’emissione di gas serra di circa 910mila tonnellate di CO2 equivalente [Fonte: Legambiente].

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Ecco perché l’acqua del rubinetto è una scelta concreta verso un’ambiente più sostenibile. In questa direzione, infatti, si sono espressi il 74% degli italiani che dichiarano di aver bevuto negli ultimi 12 mesi acqua potabile del rubinetto trattata e non [Fonte: CRA Nielsen 2010 per AQUA ITALIA (Associazione delle aziende costruttrici e produttrici di impianti per il trattamento delle acque primarie) federata ad ANIMA (Confindustria)].

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Inoltre, il 20,4% di chi dichiara di berla motiva la scelta adducendola ai maggiori controlli effettuati rispetto alla minerale in bottiglia.

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Per assicurare in modo continuativo la sicurezza e l’accettabilità della fornitura acquedottistica, è stata presentata l’edizione italiana del Manuale del Piano di Sicurezza per l’Acqua (Water Safety Plan) redatto dal Centro di Ricerche in Bioclimatologia Medica, Biotecnologie, Medicine Naturali e Talassoterapia dell’Università degli Studi di Milano.

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Questo contribuirà a mantenere alta l’efficenza del servizio che garantisce già oggi in tutta Italia un’acqua che nulla ha da invidiare alla cugina in bottiglia.

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A tal proposito, l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (Oms) si prefissata lo scopo di raggiungere il ”MillenniumDevelopment Goal” sull’acqua potabile ovvero fare in modo che entro il 2015 piu’ del 90% della popolazione globale beva da sorgenti sicure.

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La qualità dell’acqua degli acquedotti, però, in Italia è garantita nei parametri di legge in tutte le città fino al contatore. Per assicurarsi che i parametri vengano rispettati fino al punto d’uso, basta rivolgersi ad aziende specializzate e competenti reperibili sul sito aquaitalia.it per effettuare, in caso di necessità, i trattamenti necessari e contribuire così alla formazione di una nuova cultura dell’acqua e a preservare un ambiente migliore per le generazioni future.

Virus & batteri

VIRUS E BATTERI

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\r\nIl Calcio, è fondamentale per la struttura ossea: non a caso il Ministero della Salute, recependo una linea guida del WHO (Organizzazione Mondiale della Salute), indica una buona acqua potabile con un tenore in Calcio superiore a 15 °F (gradi francesi, 1°F=10 mg/l di calcio carbonato); per contro il Sodio, artefice di indurimento di vene e arterie, è da assumere in minime dosi per evitare patologie cardiovascolari; il Potassio ha ancora effetti benefici, essendo responsabile dell’equilibrio delle membrane cellulari e del tono dei muscoli, compresi quelli involontari (cuore); purtroppo è presente nell’acqua in basse concentrazioni; scarso anche il Selenio, importante antiossidante (previene l’invecchiamento dei tessuti e le malattie degenerative).\r\n\r\n\r\nEssendo quindi un nutriente prezioso, lo è anche per i microrganismi, essi pure costituiti in massima parte d’acqua; questa ne consente la vita e ne favorisce lo sviluppo.\r\n\r\n Continua a leggere